FAQ

  1. La stufa a pellet può beneficiare della detrazione fiscale del 55%?
    No. Per ottenere la detrazione, il generatore di calore a biomassa deve appartenere alla classe III della norma EN 303-5. Questa norma è specifica per le caldaie e non si applica alle stufe. Le stufe, non potendo essere certificate secondo tale norma, non hanno diritto alla detrazione.
  2. Qual è la differenza tra una stufa e una caldaia?
    Entrambi sono dei generatori di calore. La caldaia trasferisce tutta l'energia derivante dalla combustione al fluido termovettore che poi la trasporta dove serve. La stufa emette parte dell'energia derivante dalla combustione nell'ambiente in cui è installata (solitamente tramite lo sportello vetrato) e la restante parte la trasferisce al fluido termovettore. In qualsiasi parte dell'edificio serva calore, con la stufa siamo costretti ad emettere energia nell'ambiente di installazione della stufa stessa, sprecando energia.
  3. I costi di manutenzione di una sistema a legna sono più alti rispetto a quelli di un tradizionale sistema a metano e/o GPL?
    I costi di manutenzione sono leggermente più alti, ma il differenziale di costo è ampiamente recuperato dai più bassi costi del combustibile.
  4. E' rischioso per la salute di chi vive in casa l'impiego di una stufa/caldaia a legna rispetto ad un dispositivo a gas? Produce odori in casa? E' Rumorosa?
    La risposta NON e' univoca: dipende dalla tecnologia di combustione e da come e' fatto l'impianto (presenza di un accumulo termico adeguato obbligatorio nel caso di una caldaia a pezzi di legno). Grafico dell'andamento delle emissioni in funzione dell'efficienza della caldaia grafico
  5. Per quale ragione bruciare legna dovrebbe risultare più ecologico rispetto a bruciare gas?
    Anche in questo caso la risposta e' DIPENDE. Una trattazione esaustiva e' rinvenibile in questa pubblicazione della IEA Pubblicazione IEA. Come estrema sintesi si possono prendere in considerazione questi aspetti:
    1. Ciclo della CO2: Nella fotosintesi clorofilliana le piante usano la CO2 come un CONCIME: cioe' “mangiano” CO2 ed acqua per produrre amido e cellulosa. In questo modo “bloccano” la CO2 nella loro stessa struttura (il fusto della pianta) emettendo come scarto ossigeno. Quando brucio il fusto della pianta consumo ossigeno ed emetto la CO2 che la pianta aveva bloccato in essa. Quindi, SE coltivo gli alberi e poi li uso per bruciarli, complessivamente la filiera legno - calore e' CO2 neutra.
    2. Combustione: Dipende dalla tecnologia di combustione usata e dall'efficienza nell'uso del calore dell'impianto e dell'edificio;
    3. Sostenibilita' della coltivazione della biomassa: In estrema sintesi devo rispettare questa regola: non devo bruciare piu' legno in un anno di quanto ne e' cresciuto in un anno. Per quanto riguarda gli altri “imput colturali” sono al massimo come quelli necessari per una coltivazione di grano o di mais ma in genere sono minori;
    4. Tossicita' delle polveri sottili prodotte dalla combustione del legno: Non c'e' una tossicita' per le polveri sottili emesse dalla combustione del legno in impianti ad alta efficienza e basse emissioni. Valutazioni Autorevoli e Competenti sono state raccolte dalla Regione Veneto in questa pubblicazione.
  6. Vivo in una casa fuori dal contesto urbano ed ho un impianto a gas GPL con bombolone in comodato d'uso fornitomi dall'azienda che mi fornisce il combustibile. In termini economici che convenienza potrei avrei sulle spese di combustibile se passassi ad un impianto a legna? E per i consumi del gas ad uso cucina come potrei fare?
    Purtroppo e' necessario fare una valutazione economica di dettaglio dell'adeguamento dell'impianto, dei risparmi conseguibili con l'uso di un combustibile diverso rispetto al GPL, degli incentivi disponibili, ecc. Quello che si puo' dire e' che scaldarsi con il GPL, normalmente, e' la soluzione piu' costosa tra tutte quelle possibili e che, molte volte, l'utente di un impianto di riscaldamento a GPL non potendo passare al gas metano perche' non disponibile, tende a non scaldarsi per risparmiare sulla bolletta energetica. In queste situazioni, la soluzione a legna nelle versioni manuali o automatiche, risulta spesso vincente rispetto al GPL sia per il comfort termico economicamente raggiungibile (riscaldamento e acqua calda sanitaria) sia, chiaramente, per il minor costo del calore fornito, sia per la disponibilita' di un contesto che permette di avere gli spazi necessari per l'installazione dell'impianto a legna che, tipicamente, occupa piu' spazio di un impianto di pari potenza a GPL. Per quanto riguarda l'uso del GPL per la cucina, l'installazione di un sistema di riscaldamento a legna non elimina la necessita' del GPL per la cucina. Cio' che si puo' dire e' che per le sole esigenze di cucina e' sufficiente una bombola di GPL piccola, da sostituire periodicamente.

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faq.txt · Ultima modifica: 17/02/2016 09:04 (modifica esterna) · []
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